

La storia
Storicamente è cresciuta sotto l’egida della potente Abbazia della Trinità della Cava, fondata nel 1011 da Alferio Pappacarbone ( divenuto poi S.Alferio). Papa Bonifacio IX nel 1394 la eresse a Città. Carlo VII a città demaniale nel 1495. Nel 1460 venne concessa da parte del re Ferrante I d’Aragona una Pergamena in bianco, da lui già firmata, sulla quale il Sindaco di Cava, Onofrio Scannapieco, avrebbe potuto scrivere qualsiasi richiesta di privilegio. Tale pergamena è tutt’ora conservata in bianco nell’Archivio Municipale.
Il commercio aveva il suo fulcro presso le botteghe artigianali situate presso l’antico Borgo degli Scacciaventi che ancora oggi conserva quel fascino particolare grazie agli antichi portici, alle facciate dei palazzi arricchiti da pregevoli stucchi e balconate in ferro battuto, opere degli antichi “mastri” cavesi. Il Castello di S.Adiutore con la sua adiacente pineta “ La Serra “ è méta gradita dei cittadini cavesi. Dal torrione più alto nel lontano 1656 il Parroco della frazione Annunziata intonò un Te Deum di ringraziamento per il cessato morbo della peste che all’epoca aveva afflitto tutto il territorio del napoletano. Ancora oggi ed ininterrottamente da più di trecento anni si festeggia con la sagra del Monte Castello lo scampato pericolo.